Back view of businessman drawing sketch on wall

Alle Primarie del 10 Aprile il Pd ha portato un’idea nuova di Città. 

Un’idea che è stata accolta e sostenuta, segno tangibile che tanti, ma davvero tanti hanno creduto responsabilmente a un progetto politico di cambiamento.

Ci ho messo la faccia, ci ho creduto, mi sono misurato. Perché questo è il senso della democrazia.

Dalle primarie emergono non solo freddi numeri, ma l’idea di una Caserta dove non si assecondano processi decisi da pochi, lontano dai luoghi delle istituzioni e della democrazia, a discapito della necessità e i diritti dei molti.

L’idea di una Caserta fatta di donne e uomini liberi che non si rassegnano a rinunziare alla loro dignità di cittadini e che credono nei valori dell’onestà, solidarietà e capacità, stanchi di essere lentamente strangolati dall’inefficienza amministrativa, stupiti da improvvise alleanze incestuose dei potenti di turno.

Questa idea deve essere definitivamente affermata alle elezioni amministrative del 5 giugno, dove insieme con Carlo Marino dobbiamo sconfiggere anche chi ha contribuito ad inquinare le coscienze, ha avvilito la politica rendendola povera di idee e contenuti, mortificante per chi propone e chi ascolta.

Per questo chiamo a raccolta i tanti che credono in questa idea nuova di città e invece anche in questi giorni sono stati disorientati da fuochi fatui. Il cambiamento possibile richiede lavoro duro, determinazione a restare in campo e cooperazione operosa per difendere Caserta da chi tenta di riciclare uomini metodi e progetti, ma anche da chi propone soluzioni illusorie.

Insieme si può.

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